Contro la guerra in Ucraina e per il sostegno di una pace universale

 Il FAIT (Forum Attività Internazionali della Toscana), insieme alle proprie Associazioni si schiera con forza e determinazione contro ogni tentativo mirato ad azionare crudeli e violente manifestazioni di guerra, confermando il più deciso impegno a programmare e sostenere autentici progetti di pace, nonché confermare il democratico rispetto di ogni  diritto, sia locale che internazionale.

 Marceremo prontamente in difesa della libertà di ogni popolo, manifestando piena solidarietà con quello ucraino ed esprimendo totale condanna della immorale politica della Russia di Putin.

Le nostre Associazioni sono state, sono e saranno pronte ad attivare e condividere territorialmente ogni proficua intesa, finalizzata ad impedire l’esplodere di qualsiasi manovra béllica, affidandosi alla diplomazia nazionale, dell’Unione Europea e dei popoli dell’intero Universo, sperando che anche con questa fiducia si sia capaci di imporre negoziati di pace e promuovere una preziosa cultura di reciproco  rispetto, auspicando però una maggiore incisività riguardo a quella maturata finora.

Questi sono, ovviamente, alcuni dei sostanziali principi valoriali sui quali si fonda il FAIT che peraltro , proprio in questo fine mese di febbraio, stanno caratterizzando i vari e autorevoli incontri  tenuti a Firenze,  

perché si possa scommettere su un Mediterraneo protagonista di pacifica accoglienza.

Noi ci siamo e vogliamo agire per bloccare intanto ogni violenza russa, operando  per diffondere e promuovere anche una più ampia consapevolezza popolare delle nostre comunità.

In questi giorni sono e saranno molteplici le occasioni di incontro, promosse sul territorio dai Comuni e vari Enti. Riteniamo pertanto di dover invitare tutte le nostre Associazione a partecipare e rendersi protagoniste, valorizzando così le nostre reciproche azioni e prospettive.

Alfiero Ciampolini

Presidente FAIT    

Sindaci e vescovi del Mediterraneo riuniti a Firenze

Si terranno a Firenze dal 23 al 27 febbraio due importanti eventi: il forum dei Sindaci del Mediterraneo ( Florence Mediterranean Mayor Forum) , e il “Mediterraneo, frontiera di pace” promosso dalla Cei.

I partecipanti ai due eventi convergeranno in una plenaria sabato 26 febbraio.

Il percorso si concluderà con la visita di Papa Francesco a Firenze domenica 27 febbraio.

Florence Mediterranean Mayor Forum

Sindaci e delegati da tutti i paesi del Mediterraneo riuniti a Firenze. L’obiettivo della conferenza è rilanciare l’interesse verso l’area mediterranea, attraverso il dialogo tra le sue principali città, favorendo e promuovendo azioni di supporto per la cooperazione e la pace.
Nella storia il Mediterraneo – crocevia tra civiltà occidentali e orientali, tra il nord e il sud del mondo – può giocare di nuovo il ruolo di ponte culturale che ha avuto in precedenti decisivi frangenti storici, stavolta grazie al dialogo tra le sue città.
La Conferenza si terrà in contemporanea con il Convegno della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) “Mediterraneo frontiera di pace” che, dopo la prima esperienza di Bari del 2020, proseguirà il dialogo con i Vescovi di tutte le Chiese del Mediterraneo. (programma e dettagli su sito)

Mediterraneo, frontiera di pace

Si terrà a Firenze dal 23 al 27 febbraio il secondo incontro “Mediterraneo, frontiera di pace” promosso dalla Cei che incontro he porterà in Toscana i vescovi delle Chiese affacciate sul grande mare in rappresentanza di tre continenti (Europa, Asia e Africa).

Al centro dell’incontro, ispirato alle intuizioni del “profeta di pace” Giorgio La Pira, il tema della cittadinanza letta alla luce della fraternità fra i popoli in un’area segnata da guerre, persecuzioni, emigrazioni, sperequazioni. Assieme ai vescovi, arriveranno a Firenze i sindaci delle città del Mediterraneo per un forum “parallelo”. Il doppio appuntamento sarà concluso da papa Francesco domenica 27 febbraio con la sua visita a Firenze. Programma e info sul sito)

Appello del FAIT alla Regione Toscana sulla Cooperazione Internazionale

Firenze, 9 febbraio 2022

Appello del FAIT alla Regione Toscana sulla Cooperazione Internazionale

Il Forum Attività Internazionali della Toscana (FAIT) esprime profonda preoccupazione per la scelta compiuta dalla Regione di considerare l’inserimento nei propri bilanci di risorse destinate alla Cooperazione Internazionale in maniera marginale.

Nonostante l’impegno e la disponibilità sempre dimostrata dall’assessora Serena Spinelli, la scelta di non dare continuità al sostegno del lavoro che numerosi soggetti toscani stanno portando avanti con importanti progetti e partenariati attivati con vari Paesi dell’Africa e del bacino del Mediterraneo, ci lascia sconcertati. 

Un lavoro straordinario, coerente con la realtà di una Regione aperta al mondo, solidale e consapevole del suo ruolo internazionale, impegnata a sostenere le politiche dell’Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibili, promossi dalle Organizzazioni Internazionali, dall’Unione Europea e dal MAECI.

La pandemia ha dimostrato con estrema chiarezza quanto ci sia ancora più bisogno di tutto questo: scelte etiche e sociali, tutela degli interessi vitali, economici, sociali e sanitari dei cittadini toscani sono inscindibilmente legati e interdipendenti. “Un Paese che non coopera è destinato al declino, mentre un Paese che coopera, cresce”.

In questa fase ricca di sfide e di opportunità, la Toscana può contribuire a disegnare, attraverso le risorse del PNRR e del Piano nazionale per la sostenibilità, una transizione giusta verso un nuovo modello di sviluppo.

Considerando peraltro che la Regione Toscana in materia di cooperazione internazionale, sulla base di una lunga tradizione politica e culturale, ha da sempre acquisito ruoli di vera e propria leadership a livello internazionale capace di promuovere e costruire relazioni e partenariati tra Regioni a livello europeo e tra territori del Nord e del Sud del mondo. Pensiamo al coinvolgimento attivo di centinaia di attori pubblici e privati, del terzo settore e delle organizzazioni dei migranti, che è diventato un riferimento dal quale hanno preso ispirazione sia direttive europee che la nuova normativa italiana sulla Cooperazione. Pensiamo alla capacità di costruire partenariati e reti territoriali tra le varie comunità. Pensiamo al ruolo svolto a livello internazionale nelle battaglie per i diritti delle donne, dei bambini e di ogni minoranza, contro ogni oppressione. E tutto questo in efficace sinergia con le politiche di inclusione, integrazione e diritti dei migranti. Un sistema quello toscano ricco e capillare, che rappresenta un grande patrimonio in termini di competenze, conoscenze ed esperienze utili per il presente ed il futuro della nostra Regione. 

Il Forum delle Attività Internazionali della Toscana, come manifestato più volte nei mesi scorsi, è a disposizione per riprendere questo lavoro assieme a tutto il sistema toscano della Cooperazione Internazionale, ma vuole sollecitare le forze politiche ed il governo della Regione a ritrovare una forte visione internazionale, con la speranza che l’impegno espresso su più fronti nel voler recuperare risorse con le variazioni di bilancio, nel corso dell’anno, sia confermato da scelte coerenti e azioni concrete. Scelte che tengano di conto dell’integrazione delle politiche, in modo particolare con i settori che si occupano di immigrazione e di sanità.

La cooperazione internazionale, promossa dai soggetti aderenti al Forum delle Attività Internazionali, andrà comunque avanti, ma senza la forza che una strategia di sistema, come dimostrano anche i percorsi politici intrapresi da altre regioni su questo ambito di intervento, potrà dare. Il rischio di perdere un fondamentale posizionamento, che emergeva invece dal percorso intrapreso dall’assessorato con i seminari e la programmazione di una conferenza regionale, potrebbe pregiudicare importanti opportunità per tutti.

Restiamo a disposizione per qualsiasi confronto con il fare interlocutorio e costruttivo che da sempre caratterizza il nostro operato.

Kibaka Film Festival

Torna il Kibaka Film Festival, dedicato al cinema africano e giunto all’ottava edizione, arricchito dal diretto coinvolgimento delle ragazze e dei ragazzi dell’Istituto G.Galilei di Firenze. 15 cortometraggi e tre film saranno proiettati tra il 14 e il 15 febbraio, rispettivamente al Museo Istituto Fiorentino di Preistoria (via dell’Oriuolo 26) e il Cinema della Compagnia (via Cavour 50/r).  

Quest’anno il programma vuole valorizzare il decennio internazionale per le persone di origine di africana proclamato dalle Nazioni Unite, dal 2015 al 2014, e che punta a far emergere la realtà dell’attuale Afro-discendenza, ancora vittima di razzismo e discriminazione. 

“Siamo soddisfatti della scorsa edizione, che era totalmente online ma che ha fatto registrare numeri importanti”, sottolinea Matias Mesquita, direttore del Kibaka, festival che rientra nel programma del Black History Month Florence. “Quest’anno però niente streaming, puntiamo sul ritorno del pubblico in sala”. 

“Con il sostegno di Bella Presenza, progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile di cui l’Associazione Angolana Njinga Mbande è partner abbiamo creato una sezione pensata per i ragazzi, che si chiama ‘Kibaka For Young!’ nata dalla collaborazione con l’IIS Galilei di Firenze e in particolare con la professoressa Laura Rossi. Siamo molto felici del coinvolgimento di questi giovani, perché rappresenta davvero un esempio di come si possano abbattere le barriere culturali mettendo in sinergia comunità locale, cultura e scuola. Con alcune classi -racconta Mesquita- abbiamo svolto laboratori sui corti cinematografici che trattano l’afrodiscendenza e i temi delle migrazioni, e da questi incontri è maturata la collaborazione di due studentesse , oggi matricole di università, Agata Inturrisi e Valentina Manieri che hanno partecipato ai laboratori del percorso “INDOVINA CHI VIENE IN CLASSE”, creato da Tiziana Chiappelli, referente della rete fiorentina del Progetto Bella Presenza”. 

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Papa Francesco: Che tempo che fa

Come Fait abbiamo apprezzato il lungimirante messaggio di Papa Francesco, ospite e protagonista ieri sera della trasmissione TV “Che tempo che fa”, condotta da Fazio.

A proposito della tragica vicenda “Migrazione” ha sostenuto che non è di quella povera gente la responsabilità del “cimitero mediterraneo “, quanto invece dell’ Europa, incapace di concordare politiche di reciproca condivisione, non soltanto per una doverosa accoglienza, ma anche per renderli soggetti protagonisti dei Paesi ospitanti, anche come preziosa risorsa in in questa fase di ridotta natività.

La Pandemia della Disuguaglianza!

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi o delle illusioni, ecco , il velo è tolto. Il report di OXFAM, presentato all’apertura del vertice di DAVOS fotografa la tragedia della pandemia, non con le statistiche dei morti, ma con l’ulteriore allargamento della Forbice tra ricchi e poveri.

La 24 ore – Katiuscia Mariani ©

“Negli ultimi 40 anni, nonostante gli sforzi di centinaia di migliaia di operatorǝ, professionistǝ e volontarǝ , persone che in tutto il mondo cofinanziano abbondantemente con migliaia di ore di lavoro volontario, o con lavoro extra non retribuito. Persone che sacrificano la vita personale e le famiglie dedicandosi a costruire “Un altro mondo è possibile”. Persone spesso attaccate e denigrate, bene nonostante tutto questo, l’interesse di molti è ancora concentrato su cose che fanno arricchire pochi e continuano ad impoverire i molti. E’ una vergogna!”
Fabio Malfatti Centro Ricerche EtnoAntropologiche

OXFAM – La pandemia della disuguaglianza

In tempo di pandemia i 10 uomini più ricchi del mondo raddoppiano le proprie fortune, mentre nel mondo si stima che 163 milioni di persone in più sono cadute in povertà, in Italia 1 milione di poveri in più nel solo 2020

I 10 super-paperoni detengono una ricchezza sei volte superiore al patrimonio del 40% più povero della popolazione mondiale, ovvero di 3,1 miliardi di persone.

Ogni 4 secondi nel mondo 1 persona muore per fenomeni connotati da elevati livelli di disuguaglianza come mancanza di accesso alle cure, fame, crisi climatica e violenza di genere

A fine 2020, il top-10% degli italiani più ricchi possedeva oltre sei volte la ricchezza netta della metà più povera della popolazione.

Non solo il nostro sistema economico si è trovato impreparato a tutelare i diritti delle persone più vulnerabili ed emarginate quando la pandemia ha colpito; ma ha attivamente favorito coloro che sono già estremamente facoltosi.

Nei Paesi di tutto il mondo, le politiche economiche e la cultura politica e sociale stanno perpetuando la ricchezza e il

potere di pochi privilegiati a detrimento della maggioranza dell’umanità e del pianeta. È il sistema economico che strutturalmente produce disuguaglianza, è il modo in cui le nostre economie e società attualmente funzionano. La pandemia da coronavirus si è abbattuta su un’Italia profondamente disuguale e il nostro Paese rischia di veder peggiorato nel medio periodo il profilo delle disparità multidimensionali preesistenti.

Eppure tutto questo è tutt’altro che inevitabile.

Scarica il report completo Oxfam La Pandemia della Disuguaglianza (PDF 2,2 Mb)

Afghanistan oggi

il Forum Attività Internazionali della Toscana desidera esprimere tutta la propria solidarietà con il popolo afgano e promuovere il collegamento tra le iniziative attivate in Toscana.

Parlare di Afghanistan oggi non è facile, come non è facile dire qualcosa di nuovo da quello che è stato detto centinaia, migliaia di volte. Ci troviamo di fronte ad un popolo che da oltre cinquant’anni vive continui avvicendamenti di governi, occupazioni e, in pratica, un continuo stato di conflitto, con altalenanti estremi di violenze.

L’ultimo percorso, quello iniziato con l’intervento degli USA nel 2001, si è appena concluso e stiamo assistendo impotenti  alla tragedia del popolo afgano, tra chi non può o non vuole andare via e chi scappa per salvarsi da rappresaglie o ritorsioni. Chi fugge deve affrontare percorsi impossibili, rifiuti nell’accoglienza, difficoltà infinite per trovare uno spazio dove sopravvivere.

La domanda che ci poniamo è cosa sia rimasto in un paese dopo 50 anni di conflitti, di persecuzioni, di morti. Purtroppo, come in altri paesi, molti degli adulti di oggi non hanno mai vissuto un periodo di pace e serenità. 

Come FAIT in questo momento possiamo offrire la nostra solidarietà e mobilitare le risorse che abbiamo per pensare collettivamente un aiuto a lungo termine.  Sollecitiamo i nostri aderenti a inviare notizie, informazioni, schede di iniziative, richieste o altro, creeremo una sezione apposita sul sito e le diffonderemo tra i nostri canali. 

Un cordiale saluto a tutti e tutte 

Come partecipare percorso di Regione Toscana per il piano Triennale della Cooperazione Internazionale.

ILogo del sito Open TOscana
Logo del Sito Open Toscana

Come abbiamo già segnalato in un precedente articolo, la Regione Toscana ha avviato un percorso per definire il piano triennale della cooperazione internazionale.  È importante che ognuno di noi apporti con suggerimenti e idee.

Come FAIT abbiamo inviato una proposta che potete leggere su questo sito oppure sulla piattaforma Open Toscana.

Sotto trovate le istruzioni di base per partecipare al percorso, alcune dritte e come recuperare username e password. commenti e suggerimenti sono benvenuti.

Questo articolo è diviso in tre parti:

Scegliete voi da dove iniziare. 

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Proposta FAIT – Processo Partecipativo Regione Toscana sulla Cooperazione Internazionale 2021

A seguito il testo inviato a Ufficio Settore Attività Internazionali di Regione Toscana, come Proposta del FAIT per il percorso di partecipazione, il documento è reperibile sulla piattaforma Open Toscana al link

Introduzione  

Questo contributo nasce all’interno del Forum delle Attività Internazionali della Toscana, uno spazio di  confronto e discussione tra realtà diverse, che negli ultimi 6 anni hanno animato i percorsi territoriali legati  alla cooperazione internazionale nella nostra regione con l’obiettivo di valorizzare, promuovere e rafforzare  il sistema toscano della cooperazione.  

Il contesto attuale in cui ci muoviamo necessità un’importante rivisitazione dei paradigmi finora utilizzati  all’interno dell’ambito della cooperazione internazionale. Una pandemia mondiale ci ha mostrato tutte le  fragilità dei paesi del Nord del mondo ponendoci di fronte alle nostre contraddizioni e all’importanza di una  cooperazione strutturata a tutti i livelli. Negli anni abbiamo vissuto una diminuzione degli investimenti  pubblici nella cooperazione internazionale, diminuzione che ha avuto un riflesso negativo sul protagonismo  delle reti territoriali in questo ambito.  

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Seminario: Crisi Umanitarie – La causa del Popolo Saharawi

Il 26 maggio 2021 dalle ore 17 alle ore 19.30 si svolgerà il  Seminario “Crisi Umanitarie – La causa del Popolo Saharawi” sulla piattaforma Zoom di Regione Toscana.

Il seminario rappresenta l’occasione per portare all’attenzione del pubblico la situazione in cui versa il Sahara occidentale, anche alla luce degli avvenimenti che si sono susseguiti nella regione nel corso degli ultimi mesi, e per valutare insieme come gli enti locali possano contribuire al sostegno della causa Saharawi.

L’incontro si terrà sulla piattaforma in Zoom, per partecipare : scrivere a cooperazione.toscana@regione.toscana.it
Specificando: Partecipazione a seminario Crisi Umanitarie 26/05/2021

O chiamare:
Direzione Competitività territoriale della Toscana e autorità di gestione
Settore Attività Internazionali Via Pico della Mirandola 22-24 50132 Firenze
tel 055 4385186

Link con maggiori informazioni sul percorso di ascolto e partecipazione sulla cooperazione internazionale

Dettagli e programma verranno pubblicati appena disponibili.